Arti marziali

O meglio: pratiche interne; o arti marziali morbide. Alcuni le classificano come ginnastiche mediche cinesi. Sto parlando di Tai Chi Ch'üan e di Chi Kung (non che la differenza sia poi così marcata, ma è discrimine per esperti).

Ho iniziato a praticare il Tai Chi Ch'üan per caso (ma sappiamo che nulla accade per caso, nevvero?...) nel 1993. Ero parecchio malconcio, e devo dire che il recupero che si può mettere in relazione con la Pratica ha del miracoloso. Ecco perchè mi viene da dire con convinzione che nulla accade per caso. Agli inizi sentivo i curiosi chiedere al mio Magister cosa fosse il Tai Chi Ch'üan. Ed Egli, invariabilmente, rispondeva di non saperlo. Provocando in me una reazione interna del tipo: "Ma perchè non glielo dice?!". Ora, dopo qualche anno di pratica, ma nemmeno poi molti, mi sento di poter rispondere a quella stessa domanda, con la stessa frase. Perchè non esiste una sola risposta, dipende da cosa si sta cercando in quel momento, e dipende da cosa ci serve in quel momento. Il Tai Chi Ch'üan può essere la risposta. Perchè, come sappiamo, ogni domanda ha già dentro la relativa risposta. In più, ho avuto la fortuna di riuscire ad immettere nel mio quotidiano alcuni dei principi che ho avuto modo di mettere a fuoco con Tai Chi Ch'üan. E qualcosa ho messo anche nel BDSSM : impara l'arte (marziale interna) e mettila da parte, prima o poi si trova il modo ed il momento di metterla a frutto. Potrò forse parere blasfemo ai puristi, ma credo che quel che ha scritto Ueshiba Osensei, Padre dell'Aikido: "Bisogna praticare la forma per arrivare a negarla e praticare la non-forma.", con le dovute precauzioni ed attenzioni filosofiche, possa aver trovato una realizzazione anche in questo mio modo di usare i principi.