I limiti

"...Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e canoscenza".

(Dante, Inferno, Canto XXVI)

[Io la sapevo come cOnoscenza, ma è la lettura ufficiale della Società Dantesca Italiana ...]

 

I limiti sono importantissimi, anche se spesso li viviamo più che altro come un impedimento. Ma la professione ufficiale dei limiti è di essere riconosciuti e superati. Riconoscere un limite è spesso sinonimo di aver iniziato a superarlo. Ed i limiti sono semplicemente, a questo punto, dei paletti che il nostro vissuto ci mette davanti per aiutarci ad andare oltre. Anche se spesso, in una Società come la nostra, questo significa incorrere in maledizioni e disprezzo, ignominia e vituperio. Finendo poi per fare la fine di Ulisse, che, per aver peccato di superbia nei confronti degli dei, avendo oltrepassato le colonne d'Ercole, viene spedito all'inferno.

Nel BDSSM (NON è un refuso!) aver chiari i propri limiti non è cosa da tutti, anzi, al contrario è cosa da pochi. Più spesso è necessario esplorare in continuo, sia sé stessi che il partner con cui si gioca. Diffido sempre di chi mi dice: "Non ho limiti!". Preferisco di gran lunga che mi si dica: "Non conosco i miei limiti, direi che è il caso di lavorarci sopra seriamente! Ti va di esplorare insieme a me? "