Schegge
Qualche testo...
Colui che sa non parla
Colui che parla non sa
Colui che è sincero non abbellisce
Colui che abbellisce non è sincero
Colui che è buono non discute
Colui che discute non è buono
Colui che sa non gioca
Colui che gioca non sa
(Lao Tsu, Tao Te Ching)
Si sa, la maggior parte degli uomini andrà all'Inferno. Così almeno ce la raccontano. Ma sarà vero? E se dobbiamo andare tutti all'Inferno, ammesso che sia un luogo, data la gran massa di amici che troveremo, non dovrebbe essere tanto male... Se invece l'Inferno sarà nella nostra mente, con la piena coscienza del bene e del male che avremo fatto o causato nella nostra vita... E allora la vedo più dura. In ogni caso, io sono un diavolotto... >:->
"Se io discuto con te e tu hai la meglio su di me invece che io su di te, hai forse necessariamente ragione e io necessariamente torto? E se io ho la meglio su di te, ho io necessariamente ragione e tu necessariamente torto? Ha uno ragione e l'altro torto, oppure abbiamo ragione entrambi o entrambi torto? Nè io nè te possiamo saperlo, e un terzo sarebbe nella stessa oscurità. Chi può decidere senza errore? Se interroghiamo qualcuno che è del tuo parere, come potrà decidere, se è del tuo parere? Se è d'accordo con me, come potrà decidere, se è d'accordo con me? Lo stesso accadrà se si tratta di qualcuno che è insieme d'accordo con me e con te, o se è di parere differente da entrambi. Allora nè io nè te, nè un terzo possiamo decidere.
Dovremo attendere un quarto?"
(Chuang-Tzu)
Ormai ne ho viste, fatte, viste fare e fatte fare così tante che in teoria non dovrei stupirmi più di niente... E invece. Invece mi sono successi due episodi che mi hanno piacevolmente stupito. Nel senso che mi sono trovato in due situazioni che ho potuto considerare estremamente sensuali.
La prima: in Milano, zona Via Vincenzo Monti. Una ragazza sale su una moto di grossa cilindrata. Ragazza tonica anziché no, piuttosto alta. Non la posso vedere bene, perché mi dà le spalle ed ha casco e giubbotto neri. Ma... indossa un paio di pantaloni da corsaro che lasciano quindi scoperto il polpaccio e la caviglia. E un paio di scarpe da ginnastica nere a metà malleolo. L’insieme dell’abbigliamento, la postura e la situazione, assieme alla forma della gamba di costei, con la caviglia affusolata, delicatissima, circondata dal nero dei capi di vestiario e inserita in un contesto molto metallico come quello della moto... evabbe’!!
Altra situazione. Di recente, alla Fiera della calzatura. Nello stand dell’unica ditta espositrice che avesse in assortimento delle calzature che mi piacessero, sia come forma che, soprattutto, come tacchi (l’altra bella scarpa che ho visto... era ai piedi di una hostess di uno stand. Mai visto un così bel piede, ben curato, e con un tacco così bello!). Una modella, con un abito a tubino, nero, con la parte inferiore plissettata. Doveva indossare e mostrare in rapida successione le scarpe che le venivano indicate. Era in piedi, di fronte al tavolo dove sedevano gli acquirenti ed i venditori. Pelle ambrata, piedi molto ben fatti, con la pedicure francese. Doveva indossare le scarpe stando praticamente in piedi, senza avere una sedia a cui appoggiarsi, potendo contare solo sull’improbabile sostegno dei ripiani dello stand che però erano tutt’altro che stabili, anzi! Per giunta sorridendo e facendo parecchio in fretta. Il tutto unito ad una palese difficoltà, oggettiva direi. Una cosa di un erotico incredibile, a mio modo di vedere. E meno male che NON sono un footfetish! Sono semplicemente un estimatore della femminilità e della sensualità...
Non ho la pretesa che quel che sto per scrivere sia scientificamente corretto o comprovabile, anche se l'ho trovato scritto in varie versioni e in diversi ambiti. Ma lasciatemi un po' di romanticismo, e, perchè no? godetevelo un po' anche voi, se vi va.
Ho già scritto che io viaggio da solo. Alcuni che la pensano come me si definiscono degli orsi. Io ritengo più adatto a me l'esempio del lupo solitario. I lupi vivono in branco, è essenziale per la sopravvivenza: cacciano in branco, e cedono un po' della propria indipendenza per avere dei vantaggi dallo stare in branco: appunto, la caccia collettiva, che assicura pasti abbondanti; la protezione dagli attacchi esterni; i cuccioli sono protetti dal gruppo; gli individui malati o anziani, finché riescono a stare nel branco vengono protetti, dopodiché, anche per loro, giunge il momento del cammino finale. Però si deve cedere qualcosa: il maschio alfa copre per primo le femmine, poi lo psssono fare gli altri. E' essenziale, dato che la Natura vuole che le femmine siano sicuramente incinte, e che lo siano con buona probabilità da parte del maschio più forte del branco (funziona lo stesso con noi umani, che vi credete? SOlo che noi ci siamo inventati la monogamia. Magie del senso di possesso!). La gerarchia all'interno del branco è rigida e deve essere rispettata, è funzionale. Però ad alcuni lupi 'ste cose non vanno bene. E così restano solitari, al di fuori del gruppo. Si procurano il cibo da soli, sicuramente con maggiore difficoltà. Ma non hanno nessuno a cui sottomettersi, a cui cedere alcunché della propria indipendenza. Onori ed oneri. Potranno sopravvivere finché riusciranno a provvedere a sé stessi, sia per il cibo che per i pericoli e per le malattie, dopodiché... Certe volte, questi esemplari incontrano una femmina che ha deciso di seguire la stessa via. E se succede che si accoppino, sono reciprocamente fedeli fino alla morte.
Si, parliamo di tentazioni: O. Wilde scrisse che poteva resistere a tutto, fuorchè alle tentazioni. Giusto. Alcuni, per togliersi d'imbarazzo, ad esempio per evitare di consumare dolci, si premurano di non acquistarne. Eh, no! Troppo comodo così! Compri i dolci e poi, pur sapendo di averli in casa, non li mangi! Questa sì, che è forza di volontà. Un amico ha detto: "Capaci tutti di farsi frustare legati! Fatevi frustare senza essere legati!". Questa è la volontà di chi è forte, dentro e non solo fuori. Questo si che è l'atteggiamento di una vera slave, e non di una mozzarella. Questa è una dimostrazione di devozione!
In altra parte del sito dico che non mi piacciono i reggicalze, salvo quelli tecnologici. Però... Però però...
Milano, domenica 15 febbraio. Il luogo è un ristorante in Viale Monte Nero a Milano, un po' particolare. La fanciulla entra in compagnia del presumibile fidanzato. Costei mi sa che è rossa naturale, anche se ha scurito i capelli: l'incarnato chiaro e un non so che mi fanno pensare che sia rossa naturale, dato che adoro le rosse (e anche qui, faccio parte della minoranza: pare essere il mio destino!). Indossa un maglioncino girocollo grigio chiaro, un paio di stivali con un tacco insignificante, delle calze che parrebbero parigine, per come fanno capolino dallo spacco della gonna con grossi bottoni laterali, ma non sul fianco, blu. Fanno capolino dall'abbottonatura, che è sapientemente sbottonata, il giusto: né troppo, né poco. Quando la fanciulla si siede, accavalla le gambe, ed io sono proprio dritto di fronte a lei, così da avere una visuale completa della situazione: quindi vedo la bretellina del reggicalze con il fermaglio cromato, uscire da sotto la gonna, e vedo anche la parte di coscia nuda sbucare dallo spacco che, ovviamente, si apre e lascia intravedere. Niente male, sapete? Niente male davvero. Forse perchè visione non prevista, e che non doveva essere lì, così. I miei complimenti a mamma e papà della fanciulla, ed alla fanciulla per aver saputo sapientemente mettere in risalto il buon lavoro fatto dai genitori!!